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“YALLAOFF – Padri, figli e la terra tra di loro” – Cinema · Letteratura · Migrazioni | Lecce 21-23 febbraio

Padri, figli e la terra tra di loro è una rassegna culturale multidisciplinare organizzata dall’Associazione MENA (Mille Eventi Nell’Aria) nell’ambito delle attività OFF del Festival del cinema arabo Yalla Film Fest di Lecce.

Dal 21 al 23 febbraio Lecce ospiterà registi, scrittori e intellettuali per parlare della complessa questione delle migrazioni dal Nord Africa e del rapporto del migrante con la propria cultura e la propria madrepatria. Lo faremo attraverso proiezioni, libri, incontri e dibattiti che pongono un accento particolare sulle dinamiche di incontro e scontro generazionale e su quelle relazioni intime e affettive che sono determinate dall’esperienza della dislocazione, che sia per scelta o per costrizione. Opere che indagano il rapporto tra padre e figlio all’interno della cornice problematica della migrazione e dell’esilio.

 

IL CONCEPT

La proposta nasce dalla volontà di investire sullo sviluppo di una cittadinanza culturale che inviti i cittadini a riflettere e interrogarsi sui temi della nostra contemporaneità in chiave accessibile e partecipativa. Il tema designato, quello del rapporto tra culture diverse, e dell’indagine affettiva su cosa vuol dire sentirsi diverso in una nuova terra mentre si è lontani dalla propria patria, connesso alle esperienze specifiche e alle cause che hanno determinato la migrazione, è una lente interessante, immediata e empatica attraverso cui guardare al fenomeno della migrazione, lontani da stereotipizzazioni o vittimizzazioni di sorta. A questo si aggiunge la particolare attenzione che l’Associazione MENA ha sempre mantenuto negli anni per l’utilizzo di linguaggi sempre diversi e multidisciplinari per avvicinare il pubblico a temi complessi.

 

IL PROGRAMMA

Giovedì 21 Febbraio alle ore 19 al CineLab Bertolucci: proiezione di Talien (2017), del regista Elia Moutamid, che sarà presente in sala. Talien è un tenero road-movie che racconta la storia di Abdelouahab, Aldo, che dopo quasi quarant’anni in Italia, decide di tornare a casa, in Marocco. Ilyass, Elia, suo figlio, regista del film cresciuto in Lombardia, si unisce in questo viaggio di ricordi e storie. Un viaggio che è l’occasione di un padre e di un figlio per spiegarsi, capirsi, incontrarsi.

 

Venerdì 22 Febbraio alle ore 19 al CineLab Bertolucci: proiezione di Weldi (2018), di Mohamed Ben Attia, regista rivelazione del nuovo cinema tunisino. Riadh, il protagonista, è un operatore di carrelli elevatori nel porto di Tunisi, città in cui vive insieme alla moglie Nazli e al figlio Sami, che si sta preparando per gli esami di scuola superiore. Sami soffre di continui attacchi di emicrania ma quando la situazione sembra migliorare, il ragazzo scompare improvvisamente. I genitori cominciano a cercarlo finchè scoprono, grazie ad un messaggio su Facebook, che il ragazzo potrebbe essere in Siria. Mohamed Ben Attia sarà presente in sala per commentare insieme il film.

 

Sabato 23 febbraio alle ore 19 alla Biblioteca Bernardini-Convitto Palmieri: Simone Sibilio e Francesca Corrao presenteranno la raccolta di poesia araba contemporanea In guerra non mi cercate. Poesia araba delle rivoluzioni e oltre (a cura di F.M. Corrao, O. Capezio, E. Chiti, S. Sibilio; Mondadori, 2018). Sibilio e Corrao sono tra i traduttori e curatori di questo volume antologico che raccoglie alcuni tra i più importanti poeti arabi contemporanei, che hanno contribuito ad animare i dibattiti politico-culturali innescati dalle rivolte scoppiate nella regione araba alla fine del 2010. Sarà presente la poetessa siriana Widad Nabi. Reading di poesie in arabo e italiano con Nabil Bey (Radiodervish) e l’attrice Mariela Cafazzo.

 

Tutti gli eventi sono gratuiti e aperti al pubblico.

 

La realizzazione della rassegna è stata resa possibile grazie al sostegno di Apulia Film Commission, Teatro Pubblico Pugliese e Biblioteca Bernardini-Convitto Palmieri.

 

OPERE & OSPITI

• *CINEMA* Talien ha vinto il Premio Speciale della Giuria e il premio collaterale “Gli Occhiali di Gandhi” al 35° Torino Film Festival; la Menzione Speciale come Miglior Opera Prima ai Nastri Argento DOC 2018 di Roma; la Menzione Speciale della Giuria alla III Edizione di Italia In Doc a Bruxelles; la selezione e nomination per il miglior film a tema migrazione al 5° Socially Relevant Film Festival di New York. Elia Moutamid, marocchino di nascita, italiano di Brescia, ha studiato cinema e teatro a Milano. Artista poliedrico e completo, già conosciuto per il suo corto di esordio “Gaiwan” con il quale nel 2015 ha partecipato ad oltre 100 festival vincendo più di 25 premi.

 

• *CINEMA* Weldi (Figlio mio) è uscito nel 2018 e ha partecipato al Cannes International Film Festival Directors’ Fortnight, a Roma al Med Film Festival – dove ha vinto il premio del pubblico – al BFI London Film Festival,
al Chicago International Film Festival ed in numerosi festival in tutta Europa, raccogliendo sempre numerosi premi e riconoscimenti del pubblico e della critica.

Mohamed Ben Attia, il regista, è nato a Tunisi nel 1976. Ha studiato comunicazione audiovisiva presso l’Università di Valenciennes in Francia dopo essersi diplomato presso l’Institut de Hautes Etudes Commerciales (IHEC) di Tunisi nel 1998. Ha diretto cinque cortometraggi, ROMANTISME, DEUX COMPRIMES, MATIN ET SOIR (2004), KIF LOKHRIN (Premio d’argento a FESPACO 2006), MOUJA (2008), LOI 76 (2011) e SELMA (2014), che è stato selezionato nella competizione internazionale di CLERMONT FERRAND FESTIVAL e ha vinto numerosi premi in vari festival. Dirige il suo primo lungometraggio INHEBBEK HEDI nel 2016, che vince il Best First Film Award e l’Orso d’argento come miglior attore alla Berlinale del 2016, nonché un grande successo di critica e pubblico in tutto il mondo. Il film è stato distribuito in più di venti paesi.

 

• *LETTERATURA* In guerra non mi cercate. Poesia araba delle rivoluzioni e oltre riconosce l’indubbio valore testimoniale di opere legate alla scintilla rivoluzionaria e alle sue ripercussioni, ma suggerisce anche l’intento di superare il discorso meramente politico, aprendosi alle molteplici prospettive ed estetiche che rendono il paesaggio poetico arabo attuale sempre più variegato e suggestivo.

• Francesca Corrao: professore ordinario di Lingua e cultura araba presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università LUISS Guido Carli. Dopo aver studiato a Roma e al Cairo, ha insegnato a «L’Orientale» di Napoli ed è stata visiting professor in molte università arabe ed europee. Tra le sue numerose pubblicazioni: Poeti arabi di Sicilia (Mondadori, 1987; Mesogea, 2001); Giufà il furbo, lo sciocco, il saggio (Mondadori, 1991; Sellerio, 2006); Antologia della Poesia Araba (La Biblioteca di Repubblica, 2004); Adonis. Ecco il mio nome (Donzelli, 2009) e il recente Le rivoluzioni arabe. La transizione mediterranea (Mondadori, 2011).

• Simone Sibilio: ricercatore senior di Lingua e letteratura araba presso il Dipartimento di Studi su Asia e Africa Mediterranea dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha insegnato all’Università Orientale di Napoli, all’Università del Salento, all’Università di Macerata, alla Luiss di Roma e all’Università Iulm di Milano. Si occupa di poesia e cinema dal mondo arabo. Tra le sue pubblicazioni: Nakba. La memoria letteraria della catastrofe palestinese (Edizioni Q, Roma, 2013, II° 2015) e diverse traduzioni con introduzione critica di poeti arabi contemporanei.

Widad Nabi è una poetessa curdo-siriana originaria di Kobane, in Siria, che vive a Berlino. Ha pubblicato due raccolte di poesia, nel 2013 e 2016 e molte delle sue poesie sono apparse in traduzione in inglese, tedesco, francese e turco.